La fase di auto-revisione, per un traduttore, è molto importante.
Revisionare significa rivedere, rendere più accurato, più preciso, rileggendo e sistemando, il testo.
È proprio in questo momento, infatti, che emergono sviste o errori ai quali vi si può porre rimedio.
Trovare refusi e incoerenze strutturali è un lavoro che richiede tempo, per questo è necessario, prima di iniziare a tradurre, decidere quanto tempo dedicare alla revisione; solitamente 1/3 del tempo impiegato per la traduzione, e inserirlo nel calendario.
È consigliato far trascorrere un po’ di tempo prima di rivedere un lavoro che ci ha tenuti occupati per settimane o addirittura mesi. Questo intervallo ci permette di notare errori che non si è stati in grado di scovare prima.

Sappiamo che non tutti i testi sono uguali ma sicuramente LA RILETTURA è il primo passaggio che dobbiamo affrontare.
Questa fase serve a stanare refusi e sviste, e a capire se la traduzione è scorrevole.
Io come primi e generali passi utilizzo dapprima la funzione “Cerca e sostituisci” per eliminare il grosso degli errori e poi il “Lettore vocale” di word che mi permette di avere un’idea generale della scorrevolezza del contenuto e correggere le piccole imprecisioni che mi saltano all’orecchio.
Trovare errori leggendo sullo schermo è molto difficile perché, a causa della retro illuminazione che stanca molto la vista, l’attenzione è molto scarsa. Stampare su carta e correggere a penna è sicuramente una buona soluzione, e aiuta la memoria.

LA RILETTURA DEL TESTO
Un suggerimento sicuramente utile è, prima di stampare su carta, cambiare font al testo perché ci aiuta a leggere con occhi diversi il contenuto.

Una volta predisposto e stampato il cartaceo si può iniziare a correggere e migliorare il lavoro.

Per sfruttare al meglio il tempo che dedichiamo alla revisione è importante avere un certo distacco dal nostro elaborato.

Leggere ad alta voce ci aiuta a non saltare nessuna parola e a cogliere la fluidità e il ritmo del testo. Il lato sinistro del nostro cervello analizza il senso delle parole, mentre il lato destro integra e rielabora le emozioni, è attento a cogliere le pause, intonazioni, accenti e ritmo adottati da chi legge.
• Leggere ad alta voce a un’altra persona il testo. L’idea di avere qualcuno che ascolti e giudichi il nostro lavoro fa emergere molti più dubbi ed errori.
• Far leggere ad alta voce ad un’altra persona il nostro testo. Ascoltando ciò che abbiamo scritto dalla voce di qualcun altro riusciamo ad estraniarci ed essere più obiettivi su ciò che abbiamo scritto.
• Leggere il testo al contrario cioè iniziando dall’ultima frase risalendo fino alla prima, perché il nostro cervello tende a correggere automaticamente alcuni errori. Facendo così ci soffermiamo su ogni singola parola e possiamo notare quindi refusi e altri errori che con una lettura classica ci sfuggirebbero.
• Isolare le frasi dal contesto. Affinché la revisione sia efficace è necessario distogliere la propria attenzione da un lavoro che ci ha assorbito per tanto tempo. Slegando le frasi dal contesto capiamo, con maggiore facilità, se hanno un senso compiuto o quale aspetto migliorare.

A COSA DEVO PRESTARE ATTENZIONE?
Se si ha tempo a disposizione si può pensare di suddividere la revisione in base al tipo di errore, controllando:

Refusi; cioè quegli errori di battitura dovuti all’omissione o aggiunta di un carattere, allo scambio o spostamento di una o più lettere.
Errori grammaticali e sintattici.
Punteggiatura e segni diacritici. È bene conoscere le regole che vigono nelle lingue con cui si lavora poiché non sono sempre uguali. Per esempio nei testi in lingua italiana vanno usati solo spazi singoli tra una parola e l’altra, anche dopo il punto al termine di un periodo, a differenza del francese che consente i due spazi.
Registro comunicativo e stile; quando traduco devo rispettare tutti i requisiti del testo di partenza. Lo stile, il registro linguistico, il ritmo e la musicalità del testo devono rispecchiare ciò che l’autore del testo originale voleva.
Completezza; è fondamentale assicurarsi di aver tradotto tutto confrontando riga con riga, perché può capitare che qualche parola o addirittura frase ci sfugga.
Tipografica; quando nel testo originale ci sono corsivi, grassetti, o altre formattazioni, salvo motivi precisi è bene mantenerle anche in traduzione. Uno stile grafico coerente permette al lettore di non distrarsi e concentrarsi sul contenuto del messaggio.
Impaginatura; una impaginatura ordinata è sempre un buon biglietto da visita.

È importante sapere che ogni casa editrice ha il proprio normario, che spesso varia a seconda della collana, che definisce i criteri, le regole di stile da seguire durante la traduzione.